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Chi sono

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Diplomata in ragioniera sognando di continuare a studiare Economia all’università e infilarmi poi nel mondo del cinema vedendomi già una futura produttrice con lo sfondo di Piazza Navona! Ma la vita a volte si mette nel mezzo e così ho abbandonato quella strada e mi sono trovata a lavorare per circa dieci anni in una fondazione museale fra bilanci e mostre non senza essermi concessa degli anni a teatro. Mi sono divertita, ho imparato tantissime cose, conosciuto persone fondamentali nella mia vita e sono incappata in momenti meravigliosi.

Qualcosa però non tornava, o meglio forse iniziava a tornare, una voce ha iniziato a chiamarmi verso altri luoghi, non fisici ma dell’anima. Una voce che parlava di cose nuove e antiche, di erbe selvatiche, di terra e di muschio ma anche di lentezza e di riprendersi i tempi, il mio tempo. Ho lasciato allora quello che fino ad allora era la mia vita e con mio marito e mia figlia ho iniziato a camminare su strade diverse. Ho abitato off-grid in una yurta, coltivato la terra, cucito, cucinato e creato. Ho studiato, incontrato il Dharma e la mindfulness mentre mi perdevo in studi di pedagogia della gentilezza e di rewilding.

Ed eccomi! Sono approdata qui in una casa ai confini con i boschi della Montagnola Senese, magici e potenti, ed ho trovato la via degli alberi e del loro mondo.

Credo profondamente nel potere salvifico dei Bagni di Foresta. In questi momenti magici abbiamo l’opportunità di ritrovarci parte di qualcosa di più complesso ma contemporaneamente semplice e familiare.

Alcune delle tappe più importanti della vita del Buddha si sono svolte sotto o presso alberi e da sempre essi, in tutte le culture, rappresentano una via verso livelli di maggior consapevolezza. Di noi stessi, degli altri, del tutto. Gli alberi, ogni essere in un bosco, collegato a tutti gli altri, miceli che da punto a punto tutto collegano e supportano., pietre testimoni di ere.

Nessuno essere lasciato indietro. Nessuno dimenticato e nessuno elevato a giudice o governante. Soglie che ci portano nel nostro mondo interiore, che ci invitano ad ascoltare. Leggere brezze che ci parlano di compassione. Soglie, sipari e videocamere, pagine di un libro, primi piani, il respiro che ci porta alla meditazione, ma anche una porta da aprire con sguardo amichevole ma consapevole che ci può condurre ovunque, da uno splendido re come da un terribile demone. Ma non saremo mai uguali a come siamo entrati. L’unica cosa richiesta e rallentare e ascoltare.

Nelle immersioni sensoriali in natura che conduco cerco di portare sempre la motivazione del beneficio, beneficio per noi ma anche per il bosco e per tutti gli esseri senzienti in una interconnessione forse invisibile ma molto potente.

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