
Sono una conduttrice di Bagni di Foresta formata con il metodo Mindwoodness®, lavoro con adulti e bambini, nel bosco come in ogni luogo che abbia linfa.
La mia infanzia ha conosciuto boschi, campi, uliveti e vigne. Per generazioni metà della mia famiglia ha vissuto della terra e con la terra, il respiro della natura ci ha accompagnato, a volte ci ha messo davanti a prove difficili e ci ha sostenuto nel superarle. Ho sempre sentito forte questo legame dentro di me e sulla pelle. Da bambina e da ragazzina catalogavo il rumore del vento, annusavo i toni del verde e del marrone, ascoltavo il profumo dell’uva e delle foglie umide e intanto mi nutrivo delle relazioni umane della mia piccola comunità di paese.
La mia strada mi ha concesso di potermi confrontare con realtà molto diverse fra loro ma mai casuali. Per molti anni un lavoro in ufficio, nel centro storico della città, fra palazzi e arte che parlavano di legami tra tempi diversi. Poi la scoperta delle erbe selvatiche che mi hanno insegnato l’importanza del nutrimento e della cura.
Come un vento leggero le erbe mi hanno portato alla sperimentazione dell’autoproduzione e lei alla ricchezza del creare, della pazienza, della collaborazione. Su un sentiero ho incontrato il pensiero bioregionalista e con lui la ricchezza del genius loci, dei sottili collegamenti tra coabitanti e terra ospitante, Gary Snyder e gli altri poeti della terra e della vita.
L’arrivo di mia figlia mi ha portato ad attraversare lo studio della pedagogia, della genitorialità consapevole e gentile, mi ha anche inconsapevolmente (ma forse nemmeno tanto) obbligato a vedere me stessa ed insegnato l’importanza dell’essere visti e del vedere.
Ad attraversarmi da sempre il teatro. È vita per me e lo è diventato sempre di più con lo studio e la recitazione. Avere il privilegio di farsi attraversare dalle parole, sentirle nel corpo, nella voce, lasciarle fluire lungo tutta me stessa e restituirle, restituire con loro la vita e sentirla tutta, fino in fondo. Fantasmi che tornano in vita, che nascono dalla relazione fra suono, movimento, corpi, la materia tutta diventa ascolto e relazione. In una successione di momenti presenti si incarna in presenza totale.


Lo studio del Dharma, incrociato a quello della psicologia, mi ha concesso di unire e dare una lettura nuova al “momento presente”. L’interconnessione delle relazioni, l’ascolto profondo e il respiro hanno trovato una profondità diversa. La scoperta della capacità di stare negli attraversamenti, in presente ascolto delle soglie e del loro fluire continuo di una dentro l’altra e poi in altro ancora. La meditazione mi ha accolto in uno spazio di respiro e di integrità che non è fuga o sospensione ma consapevole stare nell’attimo presente, completamente in ciò che è.
In maniera naturale tutto è confluito nello studio dei Bagni di Foresta secondo il metodo Mindwoodness®. Un bosco è relazione, è ascolto, è stare senza proiezioni e giudizi in un luogo preciso in un determinato momento, è collegarsi con il respiro, permettere al suono del corpo e al movimento delle parole di fluire attraverso le foglie e attraverso noi. Una relazione che ci cura, ci sostiene, ci nutre, ci ricorda la nostra integrità.
Il mio percorso si è quindi intrecciato, continua ad intrecciarsi, con quello dei boschi senza lasciare indietro nessuna delle mie esperienze ma mischiandole, mettendole in dialogo e invitandole a giocare insieme.








